Ciao Andrea Paternoster

Non ho mai conosciuto un nomade più stanziale di te. Stanziale negli affetti, nei valori, nei principi, nel rispetto per le persone e per la natura. Stanziale nella sua accezione migliore, quella di stabile e sicuro. Sicuro di ciò in cui credevi, ma follemente aperto al mondo. E, in questo, nomade non solo perchè praticavi il nomadismo con le tue api. Nomade perchè brillavi di quello spirito libero animato dalla curiosità, nomade perchè ti nutrivi di ogni singolo attimo, incontro, esperienza, dialogo, confronto. Nomade perchè, come cercavi i prati con i fiori migliori per le api, tu amavi trovare tutto ciò che arricchiva il tuo spirito con “quell’urgenza di coinvolgimento diretto, emotivo, istintivo, profondo e senza filtro” di cui ha parlato Pasquale Polito salutandoti ieri in un post su facebook.

Te ne sei andato via troppo in fretta Andrea, come spesso succede ai migliori, lasciandoci tutti senza parole come quando ti ascoltavamo raccontare di alveari e regine, ma anche di storie di vita vissuta. Questa volta, però, non potremo sperare di incontrarti di nuovo in qualche sperduto luogo del gusto, a casa di qualche amico gourmet, in un evento, nel bel mezzo del Cous Cous Fest a San Vito Lo Capo (come abbiamo fatto noi nel 2019), a lezione, durante una degustazione, in un ristorante o tra le tue montagne. Questa volta non potremo più sentire le tue parole che toccano l’anima, le tue risate e le tue battute sempre pronte, la tua inarrestabile vitalità. Un incidente ti ha portato via dalla tua famiglia, dai tuoi amici, da questo pazzo mondo del food italiano in cui tutti si conoscono ma in cui i legami veri restano pochi. Mondo che tu hai rivoluzionato portando i mieli alla ribalta tra la gente e sulle tavole dei più grandi ristoranti del mondo.

Penso di averti incontrato per la prima volta a un’Identità Golose di qualche anno fa (2011), quando tu presentasti con Corrado Assenza il Miele-mondo. Poi ci fu il tuo Mieli Thun Party a Vigo di Ton con quel “I’m a king bee concert” di Gianni Frasi dove conobbi Matteo Piffer e rifeci la fiancata della mia macchina insieme a Matteo. Gli incontri in questi unidici anni sono stati tanti, ma come le chiacchiere non sono stati abbastanza. Ho dei fotogrammi che porterò nel cuore per sempre: tu davanti alle tue api, tu che conduci una degustazione dei tuoi miei, tu che racconti quello che loro rappresentano per te, tu intorno a un tavolo con me e altri amici (ti ricordi quando ci siamo trovati per caso da Lello a Mestre?), tu che presenti il Manifesto degli Amici Acidi e tu, proprio con loro, in una delle serate più memorabili che io abbia vissuto.

“L’apicoltore – mi dicesti – è ambasciatore di lingue “naturali”, ancestrali e diverse per dare luogo a una nuova letteratura il cui soggetto protagonista si chiama rispetto. Il miele è unione, è bacio tra l’ape e il suo fiore, uno scambio d’amore, forse inconsapevole e gratuito e per questo ancora più prezioso. Come una danzante linea all’orizzonte, l’ape è anima celeste che mette i “piedi” per terra solo per morire”. Tu sei anima celeste e lo sei sempre stato agli occhi di quanti (e sono tanti) ti hanno voluto bene. Ciao Grande e continua ad abbracciarci da lassù come hai fatto fino a ora qui sulla terra che da ieri è ferita, come i nostri cuori.

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. vinni12@libero.it ha detto:

    Ciao Sarah Grazie di questo ricordo. Andrea frequentava anche la scuola di Anna Tasca Lanza ma non ho mai avuto il piacere di incontrarlo. Un vero peccato per la sua giovane vita e una perdita per la storia che portava avanti . I frutti seminati rimangono e i bei ricordi pure. Continua a scrivere per tutti noi. Ti seguo sempre anche se non ti rispondo. Ti voglio bene Buona giornata Rina

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    1. sarahscaparone ha detto:

      Andrea era una persona straordinaria proprio come te, vi sareste piaciuti subito! Ti voglio bene anche io e grazie di esserci sempre

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