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A settembre la Festa Nazionale della Suocera
Ci voleva il genio di Mario Fongo unito a quel mix di quieta follia piemontese per ideare la Festa Nazionale della Suocera. Sì, avete capito bene. In quel di Rocchetta Tanaro (At) il 27 e il 28 settembre si terrà la prima edizione di questo evento dedicato alla suocera, la più controversa figura di donna in abito familiare. La due giorni di Rocchetta Tanaro si propone di esaltare e valorizzare il ruolo della suocera riflettendo sui luoghi comuni che la riguardano con ironia e delicatezza, per confermarli o smentirli a seconda dei casi. Si terranno dibattiti con relatori di rilievo nazionale, sarà allestito un palchetto per balli alla moda antica, un gran bazar proporrà…
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Lo sapete chi è la Signora in rosso?
Lei è la Barbera, lui il suo vitigno. Vivace, equilibrata, fruttata, aristocratica e sofisticata possiede tante sfaccettature, ma un unico comune denominatore. Vitigno tra i meno antichi del Piemonte quello del barbera è però tra i più diffusi ed è coltivato in prevalenza nelle province di Asti e di Alessandria dove hanno origine le denominazioni Barbera d’Asti e Barbera del Monferrato. Le prime notizie certe in merito alle uve di barbera risalgono al Settecento e riguardano documenti rinvenuti nella zona di Montegrosso d’Asti. Grazie alla sua resistenza a malattie come la filossera, il vitigno incontrò il favore dei contadini che non ne interruppero mai la coltivazione, aumentandone il successo e…
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Quello strano Brasile che è Rocchetta Tanaro
Bruno Lauzi, che era nato in Africa, aveva la residenza onoraria a Rocchetta Tanaro. Ma ne era anche l’inviato speciale per La Gazzetta del Piemonte diretta da Cesare Lanza. Qui, insieme alla moglie Giovanna, aveva comprato una cascina, La Celesta, e aveva deciso di produrre vino, ovviamente Barbera. A Rocchetta Bruno ci arrivò nel lontano 1972 e ne rimase folgorato, come si legge nel libro Della quieta follia… dei piemontesi – Comunica Edizioni: « […] ricordo il giorno come fosse adesso, l’impressione che ne ricevemmo fu quella di essere approdati in uno strano Brasile in cui mancavano sì le palme e il samba, e anche certi posteriori prorompenti delle indigene, ma…








