ristoranti,  torino

Smoking Wine Bar, porto sicuro a Torino

Ci sono luoghi che sono “casa” anche se non li frequenti spesso. Lo sono perché ti hanno emozionato, sorpreso, perché sono accoglienti, perché raccontano una cucina e un bere che vanno oltre la classicità (per quanto piacevole) di una tradizione che spesso guarda se stessa. Lo Smoking Wine Bar di Torino, per me, è uno di questi: un porto sicuro che fa bene all’anima. Un luogo che amo frequentare quando voglio condividere qualcosa di bello con gli amici, quando sento di aver bisogno di un pasto capace di abbracciare la mia curiosità e le mie inquietudini.

Mi spiego meglio. Ieri era il mio onomastico: santa Sarah (la nera), la patrona dei gitani e dei viaggiatori di tutto il mondo. Avevo programmato di essere in Camargue per il pellegrinaggio in suo onore che tutti gli anni, il 24 maggio, raduna a Saintes Maries de la Mer centinaia di persone. I giramenti di testa di cui soffro da qualche mese mi hanno però impedito di partire e al pensiero di dove poter comunque festeggiare, lo Smoking Wine Bar è stata la prima scelta (e per fortuna ho trovato posto). Sapevo che in quell’ambiente di ex bar tabacchi dallo spirito informale avrei ricevuto quelle coccole gastronomiche che mi avrebbero fatta stare bene. E così è stato.

Il bistrot si trova vicino a piazza Hermada, sulla collina torinese, ed è stato aperto nel 2018 dalla visione lungimirante di tre amici: Marco Giglio, Edoardo Bernardi e Luigino Ballario. In cucina c’è invece Riccardo Arduino: con la moglie e la figlia appena nata (senza sapere che quella fosse la sua famiglia) ho trascorso momenti del mio lockdown parlando da un balcone all’altro di Cit Turin, intessendo un dialogo che, all’epoca, vivendo da sola, ha rincuorato diversi momenti della “mia” pandemia che ho poi raccontato nel libro Una Storia di cibo al giorno.

Ma bando alle ciance e torniamo a noi. Lo Smoking Wine Bar, dicevamo. La cucina è schietta e sincera, diretta, capace di valorizzare eccellenti prodotti locali che non mancano mai su queste tavole, come le Chiocciole di Cherasco di cui raccontai un celebre pranzo lo scorso anno su La Cucina Italiana. Ieri le ho gustate con pesto, patate, fagiolini, cialde di grana e pinoli: sono il mio must; le prendo sempre ogni volta che vengo qui e, cambiando le stagioni, le trovo sempre preparate in modi differenti. Una goduria. Il via è stato con ottime e abbondanti Acciughe al verde seguite dai Friciulin di erbe, salvia in pastella, cipollina agrodolce, crescenza, maionese all’aglio orsino e misticanza, e poi Calamari fritti (sì, è una debolezza, lo so), Agnolotti ripieni alle tre carni (coniglio, maiale e vitello) con burro e salvia (per me sempre il migliore condimento) e un Semifreddo al fiordilatte con meringa, fragole e cialda di cioccolato fondente. In carta anche, tra le varie proposte, un ottimo Mini croissant salato con manzo sfilacciato, salsa orientale, verza viola, cipolla e menta (che ho assaggiato la volta precedente) e gli Asparagi al burro con crema pasticcera al parmigiano, cialde di pane integrale soffiato e mandorle.

I piatti non sono mai banali, la proposta varia, osa, piace tant’è che anche in una domenica soleggiata a pranzo, in una Torino che inizia a essere deserta nei weekend, era tutto completo. Il servizio è informale ma attento, la carta dei vini uno spasso anche per gli amanti dei vini naturali: io mi sono divertita a brindare con un sidro di pera della Normandia: Il Poiré di Christian Drouin, delicato, piacevole, elegante. W le occasioni per festeggiare. Buon onomastico a me.

Smoking Wine Bar, Strada Comunale Val San Martino, 4 Torino – Tel. 349.1799842

Prezzo: piatti “in condivisione” tra i 7 e i 20 euro; piatti di portata tra i 16 e i 25 euro

Rispondi

Scopri di più da

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere