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    Gabiano e Rubino di Cantavenna, due piccole Doc del Monferrato Casalese

    Sulle impervie colline che costeggiano il corso del Po verso Casale si trovano i borghi monferrini di Gabiano e Camino, celebri non solo per i rispettivi castelli, ma anche per due piccole Doc vinicole prodotte nei territori comunali: il Rubino di Cantavenna e il Gabiano. Tratto comune ad entrambe è la prevalenza, nel mix di uve da cui sono ricavate, del vitigno Barbera (seguiamo qui la tesi di chi declina al maschile il vitigno e al femminile il vino) in assemblaggio con Freisa e Grignolino, da soli o congiuntamente, e in proporzioni diverse (tra il 10 e il 25% per il Rubino e tra il 5 e il 10% per…

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    L’olivo in Piemonte

    Nell’immaginario comune il Piemonte è terra di burro e inverni rigidi, inospitale quindi per l’olivicoltura. In realtà, indagando i toponimi subalpini, si scoprono etimologie che rivelano una presenza antica dell’olivo, in particolare nei secoli centrali del Medioevo, quali Olivola e San Marzano Oliveto nel Monferrato. Oltre all’etimologia, esistono tracce materiali, come la macina in pietra per frangere le olive conservata nel parco del castello di Pino d’Asti, ed evidenze documentali, fra cui un ordinato della Credenza di Ivrea, citato dallo storico Durando e risalente al XIV secolo, che imponeva ai proprietari di gerbidi e vigne sulle colline moreniche della Serra di mettere a dimora un albero di olivo (o di…

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    La rinascita del Dolcetto d’Ovada

    In Piemonte tra le varie denominazioni di Dolcetto ve n’è una in particolare che, sfuggita a un lento declino, è ora in piena fase di rilancio: il Dolcetto d’Ovada. Il nome Dolcetto, vino rosso secco ricavato dall’omonimo vitigno attestato in Piemonte sin dal Cinquecento (l’astigiano Alione ai primi del secolo cita il Dosset de Mongardin), può trarre in inganno. Il termine piemontese da cui deriva, dossèt, non allude al sapore del vino, ma alla delicatezza dell’acino che, di maturazione precoce, con buccia sottile, bassa acidità e tannini concentrati nei vinaccioli, risulta più dolce al palato rispetto ad altre uve. L’altra spiegazione, che fa derivare Dolcetto da “piccolo dosso”, è fantasiosa,…

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    Mazzetti d’Altavilla, tempio della grappa piemontese

    Risale al 1739, regnante Carlo Emanuele III di Savoia, l’istituzione a Torino dell’Università dei confettieri, acquavitari e liquoristi, già destinatari sin dal 1618 di misure volte a disciplinarne l’attività. Rosoli, ratafià, elisir, vanto dei liquoristi piemontesi, elogiati da monsignor Salmon nel suo Stato presente di tutti i popoli del 1751, si affiancarono così alle acquaviti, distillate dagli acquavitari, riconoscibili dalla divisa, composta da abito color marrone, camicia di satin bianco, cappello bordato d’oro, coccarda blu. Dalla distillazione delle vinacce, derivate dalla pigiatura dell’uva, da cui si ricava il mosto per la vinificazione, e composte essenzialmente da bucce d’acino e vinaccioli, nacque la branda, termine piemontese equivalente all’italiano grappa, che origina…

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    Cantè J’euv: il rito della questua

    In terra di Langa, Roero e Monferrato c’è un antico rito che si ripropone prima di ogni Pasqua. È quello della questua di prodotti avicoli. Un tempo i cantauova, musici e cantanti così chiamati proprio per il loro ruolo, giravano di cascina in cascina nel periodo pasquale seguendo questa usanza popolare e chiedendo, dopo ogni canzone, una ricompensa con i prodotti della natura. Ancora oggi la consuetudine del Cantare le uova, Cantè J’euv, si ripete, seppur meno assiduamente che in passato, e così il periodo della Quaresima diventa anche un momento di festa della tradizione contadina, un’occasione per rievocare gioie e riti per lungo tempo dimenticati. Il rituale è il…

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    Tra vigne, sentieri, vini e formaggi del Monferrato

    È tra i vigneti del Basso Piemonte che si dipana un percorso fuori dal tempo dettato dai ritmi della natura e della vita contadina. Percorrere colline e crinali attraverso sentieri battuti da millenni, non troppo faticosi, immersi in territori dove la storia di torri e castelli si unisce a quella di tradizioni e credenze popolari, è sicuramente un modo originale per conoscere questa terra. E così può capitare di solcare quei sentieri conosciuti per secoli da soldati, mercanti e pellegrini e utilizzati per trasportare generi alimentari come vino, grano, olio, sale e spezie, ma anche preziose sete che dal mare giungevano sulle nostre colline. Uno di questi itinerari riguarda la…

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    San Giovanni Bosco patrono dei vignaioli italiani?

    E mentre Torino si appresta a festeggiare San Giovanni Battista, il suo santo patrono, con una serie di eventi che culmineranno con i celebri fuochi d’artificio sulle rive del Po del 24 giugno (quest’anno lo spettacolo pirotecnico sarà di ben 37 minuti), c’è un altro San Giovanni, a me molto caro, che vorrei ricordare proprio in questi giorni. Parlo di  San Giovanni Bosco che è stato il fondatore dei Salesiani e la cui opera e l’impegno per i giovani sono conosciuti e seguiti ancora oggi in tutto il mondo. Nato da una famiglia di contadini nel 1815 a Castelnuovo d’Asti, precisamente ai Becchi nella frazione Morialdo, divenne prete a Torino. Qui trascorse…

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    Vezzolano tra fede e vigne di Albugnano

    Il Nebbiolo, che deve il suo nome alla pruina color nebbia che riveste la buccia dell’acino o alle prime brume autunnali che, al tempo della vendemmia, avvolgono le colline, è un vitigno tradizionalmente associato al Piemonte. Vinificato in purezza, dà origine a Barolo e Barbaresco, ma la sua diffusione non è limitata ai bacini langaroli. Infatti, identificato anche con termini diversi, come lo Spanna delle province settentrionali o il Prunent della conca ossolana, è presente in gran parte della regione. Lo si ritrova anche nel Monferrato, dove, nei quattro comuni di Albugnano, Castelnuovo Don Bosco, Pino d’Asti e Passerano Marmorito, dà origine all’Albugnano Doc. Secondo il disciplinare può essere ricavato…