Ying: cucina cinese contemporanea
Dallo scorso ottobre il quartiere Cit Turin ha un nuovo ristorante cinese: Ying. La proprietà è la stessa di Chen Lon, iconico locale di via Prinicipi d’Acaja attualmente in fase di ristrutturazione per una prossima apertura. Ying si trova in via Beaumont, strada residenziale del quartiere liberty cittadino, è caratterizzato da tre sale e ampie vetrate, è minimal nei decori e negli arredi ed è caratterizzato da grandi abitazioni cinesi dipinte sulle pareti.

Dopo esserci passata davanti innumerevoli volte, ho deciso di andarlo a provare lo scorso sabato sera per una serata tra amiche e amabili chiacchiere. Non sono una grande esperta di cucina cinese, fatto salvo per i piatti più conosciuti che si trovano nella maggior parte dei locali, ma abitando in zona mi è capitato di frequentare spesso sia Chen Lon che una istituzione del quartiere: quello Zheng Yang che, guidato da Silvia, Paola e Piero Ling, porta avanti una cucina che strizza l’occhio a molti prodotti locali e che è all’interno dei cuochi dell’Alleanza Slow Food.
Insomma, il mio “palato cinese” è stato educato bene negli anni, ma è la prima volta che mi approccio a quella che Ying definisce una cucina contemporanea. Provo a raccontarvela. Materie prime selezionate, estetica del gusto e del servizio, abbinamenti perfettamente riusciti grazie a giusti bilanciamenti tra dolcezze e piccantezze, piatti ricercati e decisamente non banali.

Una proposta che guarda più al fine dining che a una cucina pop e lo confermano anche i prezzi, sopra la media per l’immaginario collettivo della cucina cinese, ma decisamente coerenti per la qualità di quanto portato in tavola. Il mio colpo al cuore è stato per un amabile Abalone (Suan Rong Bao Yu), mollusco dalla conchiglia madreperlacea, molto utilizzato nella cucina cinese e particolarmente pregiato. Da Ying lo servono con una delicata crema all’aglio e spaghetti di soia: avrei fatto volentieri il bis. I Ravioli fiore di ghiaccio (Yang Rou Bing Hua Jean Jiao) nascondono un cuore di carne d’agnello dal sapore importante e goloso, mentre quelli di Ombrina (Mian Yu Jiao) sono molto delicati e valorizzano pienamente il gusto del pesce (la pasta però, per il mio palato, è un po’ troppo spessa).



Gli Spaghetti di soia ai frutti di mare (Hai Xian Fen Si Bao) non ho potuto assaggiarli perché al loro interno contenevano funghi e io sono allergica, ma chi era con me ha detto che erano buoni (il parere è di Rosalia Imperato, quindi mi fido). Ho invece gustato con grande piacere i Gamberoni Gong Bao (Gong Bao Xia Qiu) piccanti sì, ma più pungenti direi, serviti con peperoncino, zenzero e anacardi e ho provato il Pollo piccante allo stile di Sichuan (Si Chuan La Zi Ji), fritto ma non unto e decisamente deciso, con un buon equilibrio in bocca.



Esco pensando che ho già voglia di ritornare e che la prossima volta, oltre all’Abalone di cui non potrò più fare a meno, voglio assolutamente provare le Mazzancolle in crosta di mandorle. La piacevolezza della cena è stata poi arricchita, va detto, dal sorseggiare un tè bianco caldo (che io adoro) scelto tra una bella selezione di tè e una interessante carta dei vini.
Ristorante Ying
via Beaumont, 32c – Torino
Tel. 011.4451133
Prezzo: Piatti da 12 a 29 euro, dessert a 8. In due, mangiando tre portate a testa e sorseggiando tè, abbiamo speso 140 euro.



