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La mia Kathmandu
Quanto mi manca Kathmandu. Con il suo traffico incessante, i milioni di abitanti, le strade dissestate, la polvere che smetti di respirare solo quando piove… e cammini nel fango. Ma se la conosci, non puoi fare a meno di tornarci, in questo inferno che è paradiso con i suoi templi disseminati ovunque, nelle grandi piazze o in minuscole viuzze. E poi Kathmandu è tappa obbligatoria per ogni viaggio che si decida di intraprendere in Nepal: che sia culturale, religioso o che porti verso le sue incredibili montagne. Io sono arrivata ai 4.000 metri di Muktinath sull’Annapurna: un tempio straordinario che rappresenta uno dei luoghi di pellegrinaggio più sacri per gli Hindu e per…
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Il Nepal attende i turisti, anche italiani
Tornate in Nepal, se lo avete già visitato, venite in Nepal se è per la prima volta. È il Paese delle meraviglie, di genti pacifiche e serene che vi aspettano. Non deludetele. Questo l’invito di Paolo Nugari, responsabile del Nepal Tourism Board in Italia, durante la scorsa Borsa Internazionale del Turismo di Milano. Beh, che dire. Per chi c’è stato, il Nepal resta nel cuore: le montagne, i paesaggi, gli occhi delle persone, i monumenti, le religioni, il silenzio, la semplicità della vita, della sua gente. Tutto parla. Anche il cibo, aggiungo io, che a questo incredibile Paese e al mio viaggio del 2011 (tra Kathmandu e l’Annapurna) ho dedicato anche il…
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La lunga discesa verso la civiltà
Partiamo alle 8.00 da Muktinath felici di lasciare il poco accogliente lodge che ci ha ospitato per due giorni. Fa fresco e una leggera pioggia accompagna il nostro cammino. Scegliamo una strada alternativa per raggiungere Jomosom, in modo da vedere altri villaggi e un panorama differente. Rai è un vero esperto: in un attimo imbocchiamo un sentiero scosceso e tra torrenti da attraversare e ripidi calanchi da superare raggiungiamo un delizioso paese con il suo antico tempio buddista. Lo visitiamo, beviamo una tazza di tè e riprendiamo la lunga e ripida discesa che ci porta sino a Kagbeni dove ci fermiamo per pranzo. Siamo stremati, ma la strada è ancora…
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I miei primi 4.000 e i suoi primi 5.416
Sabato 28 maggio. Ormai ci siamo abituati ai ritmi locali (si segue la luce naturale). Per cui come di consueto ci alziamo all’alba e partiamo da Kagbeni alla volta di Muktinath. Ci attendono 5 ore di cammino sotto un sole che anche qui, non perdona. La lunga salita procede dolcemente, Mauro e Rai sono in testa alla fila, io seguo con il mio ritmo slow e canto, ascoltando le musiche sull’Iphone. Sono nel mio mondo, rapita dallo spazio infinito che è intorno a me, e non sento la fatica… Sono felice. E così U2, Abba, Jovanotti e tutto il mio repertorio mi accompagnano in quota e la mia mente vola…










