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    Viaggio a Cuorgnè, tra dolci e Medioevo

    È il 1938 quando Andrea Fenoglio rileva la pasticceria Pan Belmonte di Cuorgnè, fondata nel 1878 da Pietro Vernetti. Sotto i portici di via Arduino, fra le strade porticate d’impianto medievale meglio conservate del Piemonte, il locale esibisce all’esterno un monoblocco ligneo con al centro l’ingresso e ai lati vetrine e gioielliere, abbellite da intagli e decorazioni in vetro con stemmi. L’interno, articolato in due sale con arredi di fine Ottocento, mostra sul pavimento in graniglia un’iscrizione con il nome del fondatore. L’attuale gestione, fedele alla tradizione, propone il Pan Belmonte, citato come specialità, insieme con panettone e amaro Soglio, su vecchie locandine pubblicitarie, realizzate dal pittore Carlin Bergoglio. Creato da Andrea Fenoglio nel 1948,…

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    Georgia, alle origini del vino/2

    Nel mito degli Argonauti, di Giasone e del Vello d’Oro, si riflette la vocazione vinicola dell’antica Colchide, che in parte coincide con l’odierna Georgia occidentale. Il racconto mitizza elementi reali: Il Vello d’Oro richiama la consuetudine di immergere pelli di pecora nei fiumi per trattenere le pagliuzze d’oro trascinate dalla corrente, mentre il vino che sgorga dalle fontane attesta la fama della Colchide come area vocata alla viticoltura (pare che il latino vinum e il greco oinos derivino dal georgiano ghvino).  L’Imereti, nella Georgia occidentale, con i suoli ricchi di minerali, gesso e carbonati, è secondo solo al Kakheti per la produzione di vino. Il metodo tradizionale Imereto di vinificazione è affine a quello Kakheto nell’uso di anfore di terracotta per fermentazione e macerazione,…

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    Georgia, alle origini del vino/1

    Nel cuore dell’area caucasica, fieramente ancorata alla propria identità, la Georgia ammalia per la varietà dei paesaggi, la vitalità delle tradizioni, la ricchezza del patrimonio culturale. Una linea di demarcazione geografica e storica separa la Georgia occidentale, protesa verso il Mar Nero, chiamata dagli antichi Greci Colchide e dagli abitanti Egrisi, dalla Georgia orientale, l’Iberia del mondo classico, sede sin dal 300 a.C. del regno di Kartli con capitale Mtskheta. All’estremo Est, incuneata tra l’Azerbaijan, l’antica Albania caucasica, e il Daghestan, da cui un tempo provenivano temute bande di razziatori, s’estende la regione del Kakheti che, pur comprendendo l’altopiano dello Iori e le montagne del Tusheti, ha il suo cuore pulsante nella pianura dell’Alazani. Riparata a nord dal Grande Caucaso, che la preserva dai gelidi venti…

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    La Pezzata Rossa d’Oropa e il suo territorio

    Nell’area in cui confluiscono le valli d’Oropa e Cervo, a Biella, sorge il caseificio Rosso, fondato a Sordevolo nel 1894 e oggi gestito dalla quarta generazione della famiglia. L’azienda, con produzione a Biella e stagionatura a Pollone in Valle Elvo, raccoglie il latte da 37 allevamenti dell’alto biellese, caratterizzati da una razza bovina autoctona, la Pezzata Rossa d’Oropa, detta anche razzetta d’Oropa. Come le altre pezzate rosse dell’arco alpino – valdostana, montbéliard, abondance – trae origine da un unico ceppo, la razza Simmental, giunta in loco al seguito dei Burgundi nel V secolo. Tratto tipico, evidente nel nome, è il mantello bianco pezzato di rosso, con tonalità dall’arancione al rosso…

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    Verrua Savoia: vino, fragole e fortezza

    “Non mi stancherò mai di ripetere a vostra maestà che non si può immaginare un assedio a Torino senza aver preso Verrua”: così scriveva al re di Francia il duca di Vendôme. L’allusione è alla fortezza di Verrua Savoia, posta su un’altura dominante la confluenza di Po e Dora Baltea, di cui sopravvivono il dongione, tratti di cinta bastionata, di gallerie di mina e contromina e il Palazzo del Governatore, poi residenza dei marchesi d’Invrea, ultimi castellani. Le vestigia della fortezza sabauda, oggi visitabili, si trovano su quella dorsale di colline diseguali, interrotte da tratti pianeggianti e ripe scoscese, che, costeggiando il Po, formano la parte più occidentale delle Colline…

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    Mazzetti d’Altavilla, tempio della grappa piemontese

    Risale al 1739, regnante Carlo Emanuele III di Savoia, l’istituzione a Torino dell’Università dei confettieri, acquavitari e liquoristi, già destinatari sin dal 1618 di misure volte a disciplinarne l’attività. Rosoli, ratafià, elisir, vanto dei liquoristi piemontesi, elogiati da monsignor Salmon nel suo Stato presente di tutti i popoli del 1751, si affiancarono così alle acquaviti, distillate dagli acquavitari, riconoscibili dalla divisa, composta da abito color marrone, camicia di satin bianco, cappello bordato d’oro, coccarda blu. Dalla distillazione delle vinacce, derivate dalla pigiatura dell’uva, da cui si ricava il mosto per la vinificazione, e composte essenzialmente da bucce d’acino e vinaccioli, nacque la branda, termine piemontese equivalente all’italiano grappa, che origina…

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    Carema, dove le vigne diventano architettura

    Sulle coste rocciose che orlano il borgo di Carema, nel tratto canavesano della valle della Dora Baltea, si adagiano i vigneti da cui si ricava l’omonimo vino, il Carema DOC. Comprese tra 350 e 700 metri, alle pendici del monte Maletto, le vigne si sviluppano in verticale, sul versante sinistro della valle, grazie alla paziente opera dell’uomo, che ha modellato il paesaggio con terrazzamenti a secco scanditi da muretti di sostegno e schiere di pilastrini in pietra di forma tronco-conica (pilon) su cui poggiano i graticci che sorreggono le viti. La coltivazione, favorita dai terreni morenici trasportati dal fondovalle, ricchi di depositi detritici del ghiacciaio valdostano in ritiro, è a…

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    Nella Fraschetta, tra birra e storia

    I residui di birra rossa rinvenuti su un bicchiere del 560 a.C., ritrovato nella necropoli di Pombia (No), attestano l’antichità in Piemonte della produzione di bevande ottenute con la fermentazione di cereali. La tradizione, risalente al periodo protoceltico, è tuttora vitale, custodita da birrifici artigianali di valore come Civale a Spinetta Marengo (Al) nella Fraschetta. In base alle norme attuali la birra, inventata da Osiride secondo gli Egizi, si produce con quattro ingredienti base: cereali, in prevalenza orzo (da cui il malto d’orzo), ma anche frumento, riso, segale, avena; luppolo, pianta rampicante dai cui fiori femminili si estrae la luppolina, aromatica, amaricante e antisettica, ricca in tannini, olii e resine;…

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    Tradizione dolciaria a Biella

    Biella, l’antica Bugella, nota per la qualità dei tessuti in lana, primeggia anche nella tradizione dolciaria, di cui è custode. Tra la sua rosa di specialità ci sono quelle della pasticceria Coggiola, fondata nel 1928. Tra queste risaltano i Canestrelli biellesi, composti da due cialde di farina, zucchero, burro, con un cuore di cioccolato, nocciole Piemonte e mandorle. Inventati dai fratelli svizzeri Theodory, attivi in Biella già nel 1842 come produttori di cioccolato, sono una variante dell’omonima tipologia di cialde diffusa in molte aree piemontesi. Prodotti sin dal Medioevo con ferri a ganasce muniti di manici per la cottura sul fuoco, i canestrelli devono il nome al disegno delle piastre…

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    Rima, tra Miacce e cultura Walser

    Già nel Cinquecento compare, negli inventari redatti dai notai valsesiani, l’attrezzatura per le Miacce, il ferrum ad facendum miliacia, associato ad utensili da focolare, la varola (paletta da fuoco) e il brandinale (alare per l’appoggio del ferro rovente). Le Miacce, sorta di cialde cotte sul fuoco vivo mediante piastre di ferro, sono diffuse in tutta l’area valsesiana, inclusa Rima in Val Sermenza (Rimmu in lingua Walser, il Tittsch), che conserva tuttora la cultura delle popolazioni germanofone, i Walser, qui stanziate nel XIV secolo, provenienti da Alagna (Im Land). Ingrediente essenziale delle Miacce, affini alle Miasse canavesane e biellesi, è la farina di frumento (talora mais), ma, come attestato dalla voce…