-
Curiosità del Tortonese, tra gualdo e zafferano
Il Tortonese si caratterizza per la forte impronta agricola, evidente nei segni del paesaggio. Mentre su colline e rilievi appenninici nascono prodotti di nicchia come il vino bianco Timorasso o il formaggio Montèbore, la pianura e la fascia pedecollinare (tra Viguzzolo e Volpedo, sedi di importanti pievi romaniche) sono habitat ideale di colture cerealicole e foraggere. Emblematica è la rete delle grange (dall’antico francese granche, granaio), nuclei rurali per la coltivazione dei cereali e l’allevamento bovino, formatasi attorno all’abbazia cistercense di Rivalta Scrivia. La prosperità agricola locale si esprime anche nelle tracce di antiche e redditizie coltivazioni: il gualdo e lo zafferano. Sono pochi oggi i campi coltivati a gualdo,…
-
Itinerario dolce ad Asti
Asti evoca l’immagine di vini e piatti sontuosi, ma un giro nel centro storico ne farà scoprire anche la tradizione dolciaria. Lungo il centrale corso Alfieri, impostato sul Decumano Massimo dell’insediamento romano, si trova l’elegante vetrina della Pasticceria Giordanino. Il locale, aperto nel 1912 da Giuseppe Giordanino e rilevato nei primi anni 80 da Nello Maggiora, conserva l’atmosfera del tempo: all’esterno la devanture lignea, innestata su uno zoccolo in granito rosa, all’interno il laboratorio e il vano vendita con le boiseries e le scaffalature, sovrastate da un fastigio centrale ornato da frutti di cacao, pungitopo, ribes e ciliegie alternati a nastri lilla su fondo giallo. Dall’assortimento di biscotteria spiccano per…
-
Un sorso di Gattinara
Gattinara è terra di transizione tra l’alta pianura risicola e la bassa Valsesia. Una collocazione felice per paesaggio e natura, ma anche per l’offerta gastronomica, che accosta risotti, rane, carni d’asino e d’oca a formaggi e salumi dell’Alto Piemonte, unendovi un vino blasonato come il Gattinara Docg. L’eccellenza di questo vino, introdotto nel primo Cinquecento alla Corte di Spagna da Mercurino Arborio, marchese di Gattinara e Cancelliere di Carlo V, poggia su più fattori: la disposizione dei vigneti ad altezze variabili tra 280 e 450 metri su rilievi esposti alle brezze montane, ma riparati dalle correnti più fredde (con mitigazione degli sbalzi di temperatura); la composizione dei suoli, costituiti da…
-
Per una storia della polenta in Piemonte
Già al tempo dei Romani si consumava la puls, impasto affine alla polenta a base di farro macinato (far in latino, da cui farina). Detti per questo Pultiphagi, mangiatori di puls, i Romani condivano il pastone con olio e miele, vi mescolavano formaggio fresco e uova (puls punica), oppure ortaggi e legumi. Tra i Celti del Piemonte prevaleva invece l’uso del miglio (panìcum miliaceum), consumato come panicium, minestra asciutta antesignana del moderno risotto, oppure, una volta macinato e cotto in acqua, sotto forma di impasto simile alla puls romana, antenata delle future polente maidiche. Nell’Alto Medioevo il prevalere di frumento e segale non cancellò l’uso dei cereali minori per farine,…
-
Marroni di Valsusa e castanicoltura in Piemonte
Tra San Giorio e Villarfocchiardo in Valsusa s’estendeva nel XIII secolo il castagneretus de Templeriis, terre dell’Ordine Templare coltivate a castagni. Qui ancora oggi prosperano le più antiche ceppaie di Marroni della Val Susa con i loro cinque ecotipi (di San Giorio, Bruzolo, Meana, Villarfocchiardo, Sant’Antonino). La presenza del castagno caratterizza ab antiquo le vallate del Piemonte anche se la castanicoltura, intesa come coltivazione condotta con criteri minimamente scientifici, prese piede dall’XI/XII secolo soprattutto nella fascia alpina compresa tra il fondovalle (2/300 metri) e i 1000 metri di quota. Del castagno non si adoperava solo il frutto, la castagna, ma anche le foglie (lettiere per il bestiame), i tannini (concia…
-
Le antiche varietà di mele piemontesi
In Piemonte il 90% della produzione di mele è concentrata nella fascia pedemontana tra Torino e Cuneo. Tra le aree più vocate, i territori di Verzuolo nel Saluzzese e Cavour, il cui caratteristico borgo, sovrastato dalla Rocca, imponente masso granitico affiorante dalla piana, trasuda memorie storiche (qui si stipulò nel 1561 la Pace di Cavour tra delegati valdesi e duca di Savoia, mentre nella cripta dell’abbazia di Santa Maria si conserva il più antico altare del Piemonte, formato da tre basi sovrapposte di colonne romane). Già i cartari dell’abbazia di Staffarda citano il possedimento di Pomarolo, presso Verzuolo, dove i Cistercensi coltivavano piante da frutto, soprattutto mele. Per l’uomo medievale…
-
Fontecuore, nel regno dell’Erbaluce
“Erbalus è uva bianca cosiddetta come alba luce perché biancheggiando risplende”: così Giovan Battista Croce, gioielliere e viticultore, scriveva nel libro Della eccellenza e varietà dei vini che sulla montagna di Torino si fanno (1606). Nel regno dell’Erbaluce, a San Giorgio Canavese, sull’orlo meridionale della morenica eporediese, sorge la Tenuta Fontecuore (visitabile su appuntamento), con boschi, alberi secolari, prati, vigne, e la dimora padronale restaurata dagli attuali proprietari, Stefano Desderi e Maria Luisa Monticelli. Provenienti da esperienze di vita diverse, dirigente di multinazionale lui e psicoterapeuta lei, si prendono cura della Tenuta dal 2010. L’edificio, di aspetto settecentesco, conserva in facciata una meridiana planetaria e un’edicola con la Madonna di Misobolo,…
-
I tesori della Val Vigezzo
Percorrendola con la Vigezzina, treno attivo dal 1923, la Val Vigezzo appare realmente come la valle dei pittori. Immersa in paesaggi fiabeschi, che ispirarono artisti come Giacomo Rossetti, Enrico Cavalli, Carlo Fornara, la valle ossolana racchiude tesori naturali, artistici e gastronomici. Una sosta al bar pasticceria Poggini in Santa Maria Maggiore (via Cavalli 15) è un viaggio alla scoperta dei sapori locali. Tra le proposte salate, spicca lo Stinchett (forse dal tedesco steinkuchen, cotto sulla pietra), sottile cialda a base di acqua, farina, sale, cotta su pietra o su lastra di ferro, poi cosparsa di burro. Poggini la propone in formato più spesso, arricchita da ingredienti valligiani come il Prosciutto…
-
Novara, riso, rane e biscottini
Architetture antonelliane, vocazione industriale, tradizione pasticcera e riso: questo è il mix su cui poggia la fama di Novara, al centro della piana tra Sesia e Ticino. Fondata nel I secolo a.C. dai Romani nell’areale dei Celti Insubri, teatro di fatti bellici importanti come la disfida tra Ludovico il Moro e re Luigi XII (1500) o la sconfitta di Carlo Alberto nella battaglia della Bicocca (1849), l’antica Novaria vanta tra i suoi emblemi l’ardito verticalismo della cupola di San Gaudenzio e la fragrante dolcezza dei Biscottini di Novara. Pilastro della pasticceria locale, di cui è custode l’azienda Camporelli, fondata nel 1852, i Biscottini di Novara risaltano per la leggerezza dell’impasto,…
-
Mondovì, tra Paste ‘d melia e Rakikò
Paste di meliga, Copete, Risole, Monregalesi incarnano la tradizione dolciaria di Mondovì, già elogiata nel Seicento dal conte Bonardo Mongarda, storico e scrittore, che esaltava il “confetto che si fa in Monte Regale, con zucchero purgato mescolato d’ambra, muschio e altri odori”. Oggi ne sono degni custodi il Bar Pasticceria Comino (via Marconi, 1-Corso Statuto), gestito dai discendenti della dinastia Comino, e il Bar Pasticceria Grigolon (Corso Statuto, 2/e) a Piandellavalle, uno dei borghi che formano la città. La Pasticceria Grigolon, fondata nel 1912 come confetteria, liquoreria, spiriti e pasticceria da Francesco Comino, esponente di uno dei tre rami della famiglia, poi rilevata dai Griseri e nel 1973 dai Grigolon, conserva cimase…
























