Da Scatto il cibo è un viaggio
Sono tornata alla tavola dei Costardi Bros in quel di Torino, nell’aulica piazza San Carlo. Il sole la illumina, come da giorni non succede a causa dell’incessante pioggia e tutto sembra più vivo: la gente passeggia in maniche corte (ciao Dario) e c’è fermento nel “Salotto” buono della città. Scatto si trova all’interno delle Gallerie d’Italia, praticamente dietro il Caffè San Carlo, lo storico bar cittadino sempre gestito dai Costardi e oggi più che mai apprezzato in primis per le sue brioche (come l’iconica Carla, impasto al cioccolato ripieno di crema pasticciera al caffè e caramello salato) proposte anche salate. Si chiamano SanCa’ Crunch e sono in tre versioni: con pomodoro, olive taggiasche e caciocavallo; chili con carne e patata; gambero e curry verde. Viennoiserie e colazioni a parte al San Carlo si viene anche per il Carlo, il toast realizzato con un pan brioche home made, ma questa è un’altra storia.


Da Scatto l’ambiente è elegante ma informale, la sala guidata da Mattia Moro è impeccabile: è lui ad aver deliziato il mio pasto con l’Alta Langa 2020 Monsignore di Roberta Ceretto, ottimo assaggio direi. Il pranzo è stato un percorso tra “vecchie” (il locale ha aperto poco più di un anno fa) e nuove intuizioni gustative, in un viaggio fotografico che come sempre parte dall’arte e arriva alla tavola. Il via è stato con la Sequenza di mare che apre il menù Ritratto: Ostrica, lardo e caviale (inizio che disorienta e conquista il palato); Insalata di mare (delicata nella sua essenza); Scampo in saor; Nigiri di ricciola (perchè nulla è come sembra) e, infine Polpo e chorizo. Gli assaggi successivi hanno portato nella mia terra natale (la stessa dei Costardi Bros) con quel Sequenza Piemonte che spazia dalla loro interpretazione dell’Acciuga al verde per arrivare al Tumin (in versione Pinguino e ricoperto di cioccolato) e poi il Millefoglie di lingua, l’originale Diversamente tonnato e, a chiusura, la loro versione dell’Antipasto piemontese. Il mio primo è stato un Carnaroli in verde (massima espressione delle differenti stagioni), un lavoro sul colore e sul sapore che cambia a seconda del periodo dell’anno: in questo caso un omaggio all’asparago e alle erbe di campo. Gran finale con Anguilla, carota e nori (per me il miglior piatto in carta e non solo perché l’anguilla è, in generale, il mio secondo preferito): un’anguilla cotta al BBQ laccata con sugo di carota, servita con una crema di carota arrostita e un soufflé di carota e zenzero. Chiude un gyoza che va a completare il piatto con il suo ripieno di anguilla e zenzero. E poi Ombrina, caviale e champagne (illusioni in tavola) e gran finale con un classico (e perfetto) Soufflé gianduia e zabaione realizzato da Andrea Celeste Allione. Si sta bene, ci si diverte, è bello tornare.










piazza San Carlo, 156
Torino
Tel. 011.0267460
Prezzo: €€€ (Menu da 110, 140 e 200 euro; alla carta due piatti 85 euro, tre piatti 110 euro)



