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    Georgia, alle origini del vino/2

    Nel mito degli Argonauti, di Giasone e del Vello d’Oro, si riflette la vocazione vinicola dell’antica Colchide, che in parte coincide con l’odierna Georgia occidentale. Il racconto mitizza elementi reali: Il Vello d’Oro richiama la consuetudine di immergere pelli di pecora nei fiumi per trattenere le pagliuzze d’oro trascinate dalla corrente, mentre il vino che sgorga dalle fontane attesta la fama della Colchide come area vocata alla viticoltura (pare che il latino vinum e il greco oinos derivino dal georgiano ghvino).  L’Imereti, nella Georgia occidentale, con i suoli ricchi di minerali, gesso e carbonati, è secondo solo al Kakheti per la produzione di vino. Il metodo tradizionale Imereto di vinificazione è affine a quello Kakheto nell’uso di anfore di terracotta per fermentazione e macerazione,…

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    Georgia, alle origini del vino/1

    Nel cuore dell’area caucasica, fieramente ancorata alla propria identità, la Georgia ammalia per la varietà dei paesaggi, la vitalità delle tradizioni, la ricchezza del patrimonio culturale. Una linea di demarcazione geografica e storica separa la Georgia occidentale, protesa verso il Mar Nero, chiamata dagli antichi Greci Colchide e dagli abitanti Egrisi, dalla Georgia orientale, l’Iberia del mondo classico, sede sin dal 300 a.C. del regno di Kartli con capitale Mtskheta. All’estremo Est, incuneata tra l’Azerbaijan, l’antica Albania caucasica, e il Daghestan, da cui un tempo provenivano temute bande di razziatori, s’estende la regione del Kakheti che, pur comprendendo l’altopiano dello Iori e le montagne del Tusheti, ha il suo cuore pulsante nella pianura dell’Alazani. Riparata a nord dal Grande Caucaso, che la preserva dai gelidi venti…