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Freisa, una storia plurisecolare che si rinnova
Risale al 1517 la prima menzione scritta del Freisa, in un tariffario doganale del comune di Pancalieri, nella pianura a sud di Torino. Nel documento si legge “carrate et somate Fresearum” segnalandola come uva di pregio, pagata il doppio di una varietà comune. Cinquecento anni sono trascorsi da quella traccia documentale e il Freisa, coltivato quasi esclusivamente in Piemonte, con presenze in Argentina e California, dove venne portato da coloni piemontesi, si presenta vivo e vitale, con cinque Doc – Freisa d’Asti, Freisa di Chieri, Langhe Freisa, Monferrato Freisa, Colli Tortonesi Freisa – che finalmente hanno deciso di unire le forze per una promozione congiunta. La nobiltà del Freisa trova…
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Il Brachetto, vino aromatico dal profumo di rosa
Sulle colline tra Acqui Terme e Nizza, nell’Alto Monferrato, prospera un’uva aromatica a bacca nera, il Brachetto, da cui si ricava l’omonimo vino, insignito della Docg nel 1996. Il Brachetto d’Acqui (o Acqui Docg), prima delle recenti modifiche, veniva proposto in tre tipologie, a “tappo raso” e spumante, entrambe dolci, e passito. Testimonianze risalenti al primo Novecento attestano però l’usanza di vinificare le uve Brachetto anche in versione non dolce e di ricavarne un vino fresco, da abbinare ai piatti tipici della merenda sinòira oppure da servire a pasto. Proprio con l’intento di recuperare la tradizione e ampliare la gamma di prodotti a base di uve Brachetto, il Consorzio di…
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Il Saras del Fen, dagli alpeggi della Val Pellice
Per due settimane consecutive, dal 19 al 28 maggio, in Val Pellice si sono susseguiti incontri e iniziative incentrati sul Saras del Fen (o Seirass del Fen), il prodotto principe della produzione casearia locale. Il territorio della Val Pellice, un tempo detta Valle di Luserna dal paese di Luserna San Giovanni (citata in Baron Litron, ballata piemontese del XVIII secolo che narra la volontà del barone Von Leutrum, detto Baron Litron, ufficiale tedesco al servizio dei Savoia, di farsi seppellire in Val d’Luserna) è storicamente abitato da una minoranza religiosa, i Valdesi, che si richiama alla predicazione del lionese Valdo, vissuto nel XII secolo, e che aderì sin dal 1532,…
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Rinasce il Vermouth di Torino con il suo Istituto
Tra le sei e le sette di sera i portici della vecchia Torino si animavano per il rito del Vermouth, l’aromatica bevanda annoverata tra i vanti gastronomici del Piemonte. Divenuto popolare tra Otto e Novecento, il Vermouth, nome ricalcato sul vocabolo Wermut che in tedesco designa il principale aromatizzante del prodotto, l’Artemisia absinthium (Assenzio maggiore), entrò in crisi nei gusti dei consumatori dagli anni Settanta del Novecento, travolto dalla moda giovanile dei cocktail massificati di scuola americana. Grazie al rinnovato interesse per la tradizione e alla costanza di alcune aziende, la recente fase di rinascita della bevanda ha trovato conferma nella richiesta di protezione della tipicità del prodotto accolta con…
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I liquori Bernard, profumi e sapori delle Alpi Cozie
La famiglia Bernard, titolare dell’omonima azienda, mantiene viva l’antica tradizione liquoristica piemontese, raccogliendo alle alte quote delle Alpi Cozie fiori ed erbe da utilizzare negli infusi alcolici. Pomaretto, dove ha sede dal 1902 la liquoreria Bernard, si trova all’imbocco della Val Germanasca, un tempo detta Val San Martino, nel punto d’incontro con la Val Chisone, che sino al 1713, data di assegnazione al Piemonte sabaudo, era suddivisa in due parti sotto domini diversi: la Val Pragelato, prima delfinale, poi francese, e la Val Perosa, appartenente ai Savoia. Per molto tempo lo sperone roccioso noto come Bec Dauphin, nel limitrofo comune di Perosa Argentina, segnò il confine tra due Stati. L’anfiteatro…
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Il Monferrato di confine: tradizioni vinicole tra Torinese e Astigiano
C’è chi lo chiama Monferrato di confine: è un lembo di territorio che s’incunea nel cuore del Piemonte, tra Torinese e Astigiano, e che vede nella vitivinicoltura la voce di punta dell’economia. Cascina Gilli a Castelnuovo don Bosco e l’azienda Pianfiorito ad Albugnano, di proprietà della famiglia Binello sin dal 1946, sono due pilastri di questa realtà vinicola. Tra i vitigni che prosperano sulle terre bianche dell’Alto Astigiano, composte da marne argillose grigio azzurre, ci sono i classici a bacca nera, Barbera, Bonarda, Freisa, affiancati da varietà aromatiche, Cari e Malvasia di Schierano, e da rarità riscoperte, come l’Albarossa, nato nel 1938 da un esperimento dell’enologo Dalmasso che incrociò Barbera e Nebbiolo…
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Acciugai di Val Maira
Il piatto conviviale che più rappresenta il Piemonte nell’immaginario comune, la bagna càuda, comprende, oltre all’aglio, due prodotti distanti dall’idea di tipicità piemontese: l’olio e l’acciuga. Il primo ingrediente dell’intingolo, l’olio, si ricavava un tempo dalla spremitura delle noci, anche se l’olivicoltura, attestata da toponimi evocanti l’ulivo come San Marzano Oliveto o Olivola, non è del tutto estranea al Piemonte, soprattutto in periodi storici di riscaldamento climatico e nelle aree più vocate. Il secondo ingrediente, l’acciuga, è un pesce pelagico di piccole dimensioni, appartenente alla categoria del pesce azzurro e noto anche come alice, entrato sin da tempi remoti nelle abitudini culinarie dei piemontesi, poco inclini ai prodotti ittici. L’acciuga…
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Il pane nero di Coimo, la tradizione alpina
La borgata di Coimo, aggrappata alle pittoresche montagne della Val Vigezzo, estremo nord del Piemonte, preserva un tesoro gastronomico, il pan negar. Retaggio di una civiltà alpina che impiegava per la produzione del pane, alimento essenziale, farine ricavate da cereali capaci di acclimatarsi alle alte quote e su terreni magri, il pane nero di Coimo, con la caratteristica crosta marrone e la pasta bruna, si fregia oggi della Dop (Denominazione di Origine Protetta). Il pane nero, impastato con farina di segale integrale (un tempo anche di grano saraceno) mescolata a piccole dosi di farina di frumento e chiamato in base alle parlate locali pan ner/nìe, pan ëd biava (biava è…
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Rarità che sorprendono: il Rossese bianco e la Malvasia moscata
La geografia del vigneto piemontese, accanto ai vitigni più celebrati, comprende sorprendenti rarità: tra queste il Rossese bianco e la Malvasia moscata, tornati in auge grazie alla rinnovata attenzione dei produttori per la ricchezza varietale. Il Rossese bianco è un’uva a bacca bianca attestata da fine Ottocento nelle Langhe, a Monforte d’Alba, Sinio e Roddino, ma è ritenuta originaria delle Cinque Terre in Liguria, dove, tra i terrazzamenti che modellano i pendii strapiombanti verso il mare, sono stati rinvenuti vecchi ceppi con affinità ampelografiche. Gli studi sul Rossese sono complessi per due motivi: da un lato, come in tutti i casi di uve con nomi che alludono al colore dell’acino,…
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Pancalieri, dove cresce la menta migliore al mondo
L’isola d’erba, questo è l’appellativo di cui si fregia il paese di Pancalieri, adagiato nella fertile pianura tra Torino e Pinerolo e internazionalmente noto per la coltivazione di Menta piperita e piante officinali. La vocazione agricola del territorio si riflette nel paesaggio che, nell’alternarsi quasi ininterrotto di prati, campi e filari di pioppi, si contraddistingue rispetto alle aree circostanti per la predominanza nelle colture della Menta piperita di Pancalieri, alla cui essenza si devono i piacevoli effluvi che impregnano l’aria nei mesi estivi. Con il secondo dopoguerra nel Pancalierese, area comprendente 15 Comuni disposti lungo il corso del Po tra le province di Cuneo e Torino, si è diffusa, oltre…



























