World Pizza Day: 5 assaggi top a Torino
Tutti pazzi per la pizza, anche a Torino. Domani è il World Pizza Day: la data, non a caso, coincide con la festa di Sant’Antonio Abate, protettore del fuoco e dei fornai. Istituita nel 2017 dall’Associazione Verace Pizza Napoletana contemporaneamente al riconoscimento dell’Arte del Pizzaiuolo Napoletano come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità Unesco, è ormai celebrata in tutto il mondo. Del resto la pizza è sinonimo di condivisione, è confort food, è italianità allo stato puro e negli ultimi, diciamo, quindici anni, pur restando il piatto pop per eccellenza, è riuscita a mettere in atto in Italia una rivoluzione che ha portato a impasti più leggeri e digeribili e a una maggiore attenzione per le materie prime utilizzate. E il successo è in continua ascesa, come confermano i dati diffusi in questi giorni: Just Eat rivela che nel 2025 sono stati ordinati quasi 5 milioni di chili di pizza sulla piattaforma, mentre 50 Top pizza (guida delle migliori pizzerie al mondo) racconta di gusti e fa sapere che, in Italia, la pizza margherita con il fior di latte è la prima scelta per il 60% dei clienti delle catene e resta prima, con il 40%, nelle pizzerie a conduzione diretta.

E a Torino, com’è la situazione? Rigogliosa, si potrebbe affermare. Ogni quartiere ha i propri riferimenti, poi ci sono quelle più glamour (Crazy pizza), le pizzerie gourmet, quelle al taglio per un pasto veloce, le iconiche che preparano il padellino e avanti così. Nella guida We Love Pizza Torino che si può acquistare anche su Amazon, io e Giorgio ne abbiamo raccontate 99 delineando uno spaccato che comprende 24 pizzerie al padellino, 6 contemporanee, 6 romane, 12 in teglia, 10 al mattone e 41 napoletane con prezzi medi, per una pizza Margherita, che vanno dai 3 euro del trancio in teglia, ai 5 euro del padellino, ai 7 euro di romana e napoletana fino ai 7,50 della pizza al mattone e agli 8,50 per una Margherita in stile contemporaneo. I quartieri con più pizzerie recensite? Centro, San Salvario, Borgo San Paolo, Santa Rita, Cit Turin, San Donato fino a toccare Pozzo Strada, Rebaudengo, Parella, Madonna di Campagna, Lucento e Barriera di Milano: non c’è veramente che l’imbarazzo della scelta.

Ne ho scelte cinque che sono, secondo me, tra le migliori in città. Eccole:
Sestogusto. Conosco Massimiliano Prete da tempo immemore, da quando lavoravo come ufficio stampa per il Molino Quaglia: azzarderei che ci siamo conosciuti una dozzina di anni fa durante uno dei Pizza Up organizzati (all’epoca) a Vighizzolo d’Este (Pd). Lievitista sopraffino, Prete propone in via Mazzini, in pieno centro a Torino, percorsi degustazione capaci di raccontare cosa la pizza possa essere, secondo lui: dal Pizz’Otto alla pizza croccante, dalla classica alle speciali, e poi la Fa Croc o la Pala. Tra le mie preferite la Vitello tonnato (in copertina del pezzo), la Terroir e il Gambero Rosso.


Tellia. Sono stata la prima a scrivere di Enrico Murdocco: il progetto Tellia non esisteva ancora, lavoravo per La Stampa dove curavo (tra le altre cose) una rubrica sulle pizzerie, e ricordo come fosse ieri che mi avventurai nel suo primo locale (Speedy pizza di corso Vercelli) per provare questa pizza che mi aveva ispirato da una ricerca sui social. Ricordo di aver cercato di carpire più informazioni possibile mentre ordinavo la pizza da asporto e di averla mangiata in macchina insieme alla mia amica Marta (ricordi?). Gli anni sono passati e, ormai da tempo, Murdocco ha visto riconosciuto il suo talento (anche sui grandi lievitati) con premi e riconoscimenti. Qui la pizza si paga a peso e le ricette nascono come piatti di alta cucina. Tra le mie preferite la Pulled pork e quella con Lardo, patate viola cotte a bassa temperatura e crema di Gorgonzola Dop, ma sono celebri la Carbonara (forse il primo a proporla in città) e la pluripremiata con il polpo.


Antico Balon. Romantica pizzeria in pieno Quadrilatero romano specializzata negli impasti preparati anche con farine speciali, integrali, kamut, enkir. Il locale è arredato con pezzi d’antan, vecchi tavoli, cimeli granata (uno dei titolari è figlio di Natalino Fossati, storico terzino sinistro del Toro) e sportivi alle pareti. E qui, dove si preparano anche piatti della cucina piemontese, ecco pizze rosse e bianche tra cui la Cinque stagioni (pomodoro, mozzarella fiordilatte Dop, prosciutto cotto Gran Biscotto, funghi champignon, salame piccante, olive leccino, olio extravergine italiano, basilico ligure) o la Canaveisa (mozzarella fiorilatte Dop, prosciutto cotto Gran Biscotto in cottura, toma di Lanzo, origano, olio extravergine italiano).


Cit ma Bon. Per gli amanti della pizza al padellino, questa è sicuramente una delle pizzerie di riferimento. Siamo ai piedi della collina, poco distante dal fiume Po e dalla chiesa della Gran Madre. Il locale sembra uscito da un film d’altri tempi, con la boiserie alle pareti e un’unica sala su cui sono appese le descrizioni di alcune delle pizze proposte. Il primo plauso va per la farinata, tra le migliori in città: fumante, croccante, morbida all’interno. La scelta delle pizze al padellino (cotte nel forno a legna) è ampia e tra queste per me spiccano la Ciapinabò con mozzarella, acciughe, olio e Topinambur, la Arnad e Brie con il lardo di Arnad Dop e la Pess’D Coj con mozzarella, verza, salsiccia e prosciutto cotto.



Spunzillo & Lucariello. Questa volta siamo in Cit Turin, nel mio quartiere. Vicino a casa, da qualche anno, ha aperto questa pizzeria da asporto napoletana: il locale è piccolo, essenziale, ma le pizze fanno grandi il palato. Qualche esempio: la Spunzillo e Lucariello (mozzarella fiordilatte, pomodorino Spunzillo, pomodorino Lucariello, provola affumicata, pepe, basilico e olio extravergine d’oliva), a Gatto (crema di patate, mozzarella di bufala Dop, grana Padano grattugiato, pepe, prosciutto cotto alta qualità fuori cottura, basilico e olio extravergine d’oliva) o ancora, in stagione, la Nerano (crema di zucchine, chips di zucchine, croccanti, provolone del Monaco, fiori di zucca freschi, mozzarella fiordilatte, fonduta di Grana Padano e olio extravergine d’oliva). In foto, invece, la Sottobosco con Tartufata nera Molisana Di Iorio Tartufi – Truffle Molise, funghi prataioli freschi spadellati aglio e prezzemolo; Grana Padano grattugiato Dop; Mozzarella di Bufala Dop, petali di caciocavallo pugliese “occhiato”, olio extravergine Olio Timperio.





