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    Acciugai di Val Maira

    Il piatto conviviale che più rappresenta il Piemonte nell’immaginario comune, la bagna càuda, comprende, oltre all’aglio, due prodotti distanti dall’idea di tipicità piemontese: l’olio e l’acciuga. Il primo ingrediente dell’intingolo, l’olio, si ricavava un tempo dalla spremitura delle noci, anche se l’olivicoltura, attestata da toponimi evocanti l’ulivo come San Marzano Oliveto o Olivola, non è del tutto estranea al Piemonte, soprattutto in periodi storici di riscaldamento climatico e nelle aree più vocate. Il secondo ingrediente, l’acciuga, è un pesce pelagico di piccole dimensioni, appartenente alla categoria del pesce azzurro e noto anche come alice, entrato sin da tempi remoti nelle abitudini culinarie dei piemontesi, poco inclini ai prodotti ittici. L’acciuga…

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    Divagazioni gastronomiche in Alta Valsusa

    Nella cucina dell’Alta Valsusa, angolo di Piemonte incuneato tra Delfinato francese e Savoia, s’intrecciano influssi diversi che, grazie all’apporto di ingredienti autoctoni, danno origine ad una rosa sorprendente di specialità. Dal primo Ottocento s’impose nel Piemonte alpino la coltivazione della patata: divenuta protagonista nella dieta valligiana, si sostituì come importanza a ortaggi come rapa e cavolo. La patata, d’origine andina, ben si adatta alle alte quote, crescendo anche in terreni magri, in ombra e a forte pendenza. Il consumo umano del tubero, giunto dalle Americhe per il tramite della Spagna, venne sponsorizzato in Piemonte dal giurista cuneese Giuseppe Virginio (1752-1830) che spese energie e risorse per convincere le massaie ad usare…