Crazy pizza a Torino
Ha aperto a Torino la scorsa settimana Crazy Pizza, forse la pizzeria più discussa d’Italia. Sono andata a provarla, ecco cosa ne penso.
Il locale è moderno, accogliente, elegante: ineccepibile il gusto per il bello di Mr. Flavio Briatore. Siamo in via Pietro Micca 1, praticamente in piazza Castello, in pieno centro cittadino. Qui un grande ingresso circondato da rose è il varco del gusto firmato Crazy pizza per un’esperienza che va oltre la tavola e comincia con la vista. La raffinatezza delle sedute e la classe dei camerieri ti fanno capire da subito che questa non è una pizzeria come quelle che la maggior parte delle persone ha in mente. Si tratta di un luogo vocato al bello che si scopre anche nei piccoli dettagli, nella gentilezza e nei sorrisi del personale di servizio, in quell’atmosfera che si percepisce esprimere una (si potrebbe dire sabauda) allegria.


La curiosità non mi ha permesso di aspettare un orario più consono al mio palato e così sono andata a cena nell’unico slot disponibile al momento della mia prenotazione: alle ore 18:30. Il locale (che fa turni dalle 18:00 alle 22:00) non era ovviamente ancora completo, e mi è stato spiegato che, con il passare delle ore, l’atmosfera cambia, si abbassano le luci ed esplode il divertimento. Difficile da non credere, visto il bancone dedicato alla preparazione di interessanti cocktails, il dj dal vivo e la musica che nell’ora e mezza di mia permanenza nel locale ha cambiato groove.
Già perché, il giorno della prenotazione (io l’ho effettuata online), si viene chiamati telefonicamente per conferma, viene indicato l’orario in cui occorrerà liberare il tavolo e il dress code consigliato, che deve essere “elegante informale”. Io amo mangiare in qualsiasi genere di locale, dalla trattoria di paese al ristorante stellato, dalla pizzeria di quartiere a quella gourmet, ma posso dirvi che cenare osservando una certa raffinatezza generale intorno a me è stato un bel colpo d’occhio: del resto, diciamolo, a chi non piace il bello espresso a 360°?
Adesso veniamo al cibo. La carta è ampia e racconta di piatti della cucina italiana con qualche chicca internazionale (comprese un gran numero di insalate, la milanese di pollo, gli spaghetti al pomodoro o i calamaretti fritti) tra cui la più amata è sicuramente il Pata Negra di Joselito nominato miglior prosciutto al mondo.



Le pizze, realizzate con solo lo 0,03% di lievito, sono ventisei in carta tra cui spiccano le signature: Tartufo (55 euro), la tanto discussa Pata Negra (68 euro), Salmone (33 euro), San Daniele (34 euro), Vesuvio (34 euro). La più economica è sicuramente la Pomodoro (15 euro), seguita dalla Margherita (17 euro) e dalla Piccante (19 euro). La cena con la mia amica Paola è iniziata con un antipasto: abbiamo scelto il Carpaccio di manzo servito su pasta fillo con tuorlo d’uovo, rucola, Parmigiano Reggiano e germogli di shiso (basilico cinese). A seguire, per me, la Bufalina (34 euro) con salsa al pomodoro, bocconcini di Bufala, confit di pomodorini Datteri, olive Taggiasche, peperoncino secco e pesto. Paola invece ha scelto la Mediterranea (25 euro) con salsa al pomodoro, mozzarella di Bufala, acciughe, capperi e origano. L’impasto è leggero e fragrante, gustoso e la pizza viene servita già tagliata a spicchi. Ogni morso risulta croccante ma ben equilibrato con il topping proposto. Plauso al direttore di sala e al servizio: la mia pizza è arrivata piuttosto tiepida, l’ho fatto notare e me l’hanno rifatta immediatamente. Bravi.
A concludere la cena, accompagnata dal rosè di Château Minuty (dalla mia amata penisola di Saint Tropez: chi mi conosce lo sa che amo quella terra dalla luce incredibile e così ricca di verde) abbiamo scelto il Tiramisù al minuto (18 euro) preparato al tavolo e la Crazy Cake (18 euro), un croccante croissant avvolto da una nuvola di crema e ricoperto di Nutella. Un suggerimento. I dessert sono pensati per la condivisione e le porzioni sono abbondanti: se siete in due, a meno che non siate super golosi, ne basta uno.



Il mio giudizio? Assolutamente positivo. Ho mangiato bene, la pizza era gustosa e digeribile, l’antipasto delicato, il dolce goloso. Il servizio è easy, ma molto attento e professionale: mi piace l’interazione con il cliente, la disponibilità nel riconoscere un errore, il sorriso che ricorre sul volto di tutto lo staff. Ogni ora poi c’è un piccolo spettacolo che scalda ulteriormente l’atmosfera con candele modello fontana di ghiaccio date ai clienti e pizzaioli che fanno numeri acrobatici con gli impasti. Bello.
Ci tornerò? Sì, perché mi è piaciuto, mi sono divertita, ho mangiato bene e sono stata bene. Certo non è la pizzeria “di tutti i giorni” visto il prezzo del menù, ma è un luogo dove trascorrere una serata diversa in cui la pizza (elemento di unione delle tavole di tutto il mondo) è protagonista di una cena dedicata sì al gusto e all’eccellenza delle materie prime, ma anche al divertimento.







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