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    Il Monferrato di confine: tradizioni vinicole tra Torinese e Astigiano

    C’è chi lo chiama Monferrato di confine: è un lembo di territorio che s’incunea nel cuore del Piemonte, tra Torinese e Astigiano, e che vede nella vitivinicoltura la voce di punta dell’economia. Cascina Gilli a Castelnuovo don Bosco e l’azienda Pianfiorito ad Albugnano, di proprietà della famiglia Binello sin dal 1946, sono due pilastri di questa realtà vinicola. Tra i vitigni che prosperano sulle terre bianche dell’Alto Astigiano, composte da marne argillose grigio azzurre, ci sono i classici a bacca nera, Barbera, Bonarda, Freisa, affiancati da varietà aromatiche, Cari e Malvasia di Schierano, e da rarità riscoperte, come l’Albarossa, nato nel 1938 da un esperimento dell’enologo Dalmasso che incrociò Barbera e Nebbiolo…

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    Il Baratuciàt, rarità enologica Tra Valsusa e Val Sangone

    In bassa Valsusa, sui pendii soleggiati di Almese e sui rilievi morenici di Rivoli e Avigliana verso la Val Sangone, si pratica una viticoltura di tradizione, che ha riportato in auge vitigni rari come il Baratuciàt. In queste zone, a dispetto dell’opinione comune, che le ritiene marginali rispetto alle aree piemontesi più rinomate, la viticoltura è praticata da secoli: i documenti attestano che nel XIV secolo i vini serviti alla tavola dei Savoia-Acaia provenivano dai vigneti pinerolesi e valsusini, mentre da un documento del 1268, la più antica attestazione del Nebbiolo, risulta che questo nobile vitigno fosse al tempo coltivato sulle colline di Rivoli. Risale poi al 1518 la testimonianza…

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    Un sorso di Gattinara

    Gattinara è terra di transizione tra l’alta pianura risicola e la bassa Valsesia. Una collocazione felice per paesaggio e natura, ma anche per l’offerta gastronomica, che accosta risotti, rane, carni d’asino e d’oca a formaggi e salumi dell’Alto Piemonte, unendovi un vino blasonato come il Gattinara Docg. L’eccellenza di questo vino, introdotto nel primo Cinquecento alla Corte di Spagna da Mercurino Arborio, marchese di Gattinara e Cancelliere di Carlo V, poggia su più fattori: la disposizione dei vigneti ad altezze variabili tra 280 e 450 metri su rilievi esposti alle brezze montane, ma riparati dalle correnti più fredde (con mitigazione degli sbalzi di temperatura); la composizione dei suoli, costituiti da…