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Ezra Kedem e il linguaggio del cibo
Ricordo come fosse ieri l’incontro con Ezra Kedem a Gerusalemme. Il giardino dell’Arcadia, i muri in pietra, la sala del ristorante dove ci ha accolti intorno ad un grande tavolo rivestito da una lunga tovaglia bianca. È stato bello parlare con lui: perché è un uomo semplice, disponibile, dalla grande umanità, attento a tutto ciò che lo circonda, appassionato di cibo, ça va sans dire, e d’Italia. Si percepisce da come parla, da come ci sorride, dagli occhi che brillano mentre ci racconta la sua vita. Lui, che considera il cibo un linguaggio e il mestiere del cuoco come quello di un diplomatico, crede nella connessione tra i popoli e le culture,…


