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    A Novello, tra Nascetta, vigne arcaiche e neogotico

    Il patrimonio ampelografico del Piemonte conserva preziosi segni della ricchezza varietale originaria. Tra questi, la Nascetta o Nas-cëtta, vitigno autoctono a bacca bianca coltivato oggi nelle Langhe, in prevalenza a Novello, dove operano aziende come Elvio Cogno, che vi ricava il suo Anas-Cëtta, dal nome in piemontese della varietà, e Stra di località Ciocchini. La Nascetta, che l’ampelografo Gagna riteneva imparentata con il sardo Nasco, ma in realtà affine al Gros Blanc valsusino e al Vermentino, era un tempo miscelata ad altre varietà, come Favorita o Moscato. Dopo un lungo oblio, è stata riscoperta da Elvio Cogno che dal 1994 ne ha ripreso la vinificazione in purezza, seguendo l’iter per…

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    Il maestoso monte Rosa

    Al contrario di quello che qualcuno potrebbe pensare, il monte Rosa non deve il nome al suo colore bensì al toponimo valdostano roise che significa ghiacciaio o ghiacciato. In effetti da lontano, il monte Rosa appare proprio come un gigante bianco che sovrasta la Pianura Padana: lo testimonia la cinquantina di chilometri quadrati di ghiacci che ricopre le quattro valli italiane del massiccio. Tra questi una piccola porzione riguarda la Val Sesia che offre la possibilità di percorrere l’omonimo sentiero glaciologico della durata di un paio d’ore allestito dal Parco Naturale Alta Valsesia. Il massiccio del monte Rosa conta ben diciannove cime superiori ai quattromila metri, tra cui la più…

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    A Lanzo c’è il Ponte del Diavolo

    Lanzo Torinese è un’accogliente cittadina situata in provincia di Torino, a ridosso del monte Buriasco. Conosciuta ed apprezzata dai più per i celebri torcetti, biscotti a forma di goccia, e la deliziosa Toma di Lanzo, formaggio di latte vaccino stagionato, conferisce il nome all’insieme delle tre valli che da qui si irradiano, singolarmente chiamate Valle di Viù, Valle d’Ala e Val Grande. Caratterizzata dalla presenza di una Torre comunale, unico elemento rimasto del castello medioevale distrutto nel 1557, deve la sua fama a una straordinaria leggenda conosciuta da tutti gli abitanti della zona. Poco lontano dal centro del paese si trova infatti il famoso Ponte del Diavolo appoggiato su rocce…

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    La Via Francigena del Piemonte

    Dichiarato nel 2004 dal Consiglio d’Europa “Grande Itinerario Culturale Europeo” al pari del cammino di Compostela, la Via Francigena del Piemonte è un percorso di ben 650 km, 107 comuni coinvolti, 5 province toccate (Torino, Vercelli, Biella, Asti e Alessandria) 4 parchi naturali interessati, 368 operatori aderenti. Questi sono i numeri che testimoniano l’importanza della regione nei secoli quale terra di passaggio dalle Alpi verso la Pianura Padana, con un ruolo di cerniera tra la Via Francigena che da Canterbury portava a Roma attraverso il Colle del Gran San Bernardo in Valle d’Aosta e il percorso che collegava Santiago di Compostela con la Francia e l’Italia attraverso i Colli del…

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    Mazzetti d’Altavilla, tempio della grappa piemontese

    Risale al 1739, regnante Carlo Emanuele III di Savoia, l’istituzione a Torino dell’Università dei confettieri, acquavitari e liquoristi, già destinatari sin dal 1618 di misure volte a disciplinarne l’attività. Rosoli, ratafià, elisir, vanto dei liquoristi piemontesi, elogiati da monsignor Salmon nel suo Stato presente di tutti i popoli del 1751, si affiancarono così alle acquaviti, distillate dagli acquavitari, riconoscibili dalla divisa, composta da abito color marrone, camicia di satin bianco, cappello bordato d’oro, coccarda blu. Dalla distillazione delle vinacce, derivate dalla pigiatura dell’uva, da cui si ricava il mosto per la vinificazione, e composte essenzialmente da bucce d’acino e vinaccioli, nacque la branda, termine piemontese equivalente all’italiano grappa, che origina…

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    Il Roero e le sue Rocche

    Da Pocapaglia a Cisterna d’Asti si estende per una trentina di chilometri un vero e proprio museo a cielo aperto. Si tratta dell’Ecomuseo delle Rocche del Roero, costituito da numerosi percorsi dedicati a scoprire le peculiarità delle località che si incontrano e di questa zona del Piemonte. Il Roero infatti è una terra a sé, diversa sia dalla vicina Langa che dal Monferrato. Quest’area di oltre 300 chilometri quadrati è caratterizzata dalla presenza di suggestivi paesaggi contadini, di vigneti e di castagni, che si alternano a quelli delle Rocche, profonde voragini alte anche centinaia di metri causate migliaia di anni fa dalla deviazione del corso del fiume Tanaro. Si tratta…

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    Cantè J’euv: il rito della questua

    In terra di Langa, Roero e Monferrato c’è un antico rito che si ripropone prima di ogni Pasqua. È quello della questua di prodotti avicoli. Un tempo i cantauova, musici e cantanti così chiamati proprio per il loro ruolo, giravano di cascina in cascina nel periodo pasquale seguendo questa usanza popolare e chiedendo, dopo ogni canzone, una ricompensa con i prodotti della natura. Ancora oggi la consuetudine del Cantare le uova, Cantè J’euv, si ripete, seppur meno assiduamente che in passato, e così il periodo della Quaresima diventa anche un momento di festa della tradizione contadina, un’occasione per rievocare gioie e riti per lungo tempo dimenticati. Il rituale è il…

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    Gerusalemme tra archeologia, cibo e Ultima Cena

    Una settimana di silenzio: il tempo di andare a Gerusalemme e tornare. Assente giustificata, insomma, alle prese con un viaggio che ha avuto dell’incredibile. Sono partita il 3 aprile scorso insieme a Generoso Urciuoli e Marta Berogno, due archeologi torinesi (anime di Archeoricette e Centro Studi Petrie) sulle tracce del menù dell’Ultima Cena. Sì, avete letto bene. A Torino si indaga su cosa mangiarono Gesù e gli apostoli, e presto saprò darvi le prime indiscrezioni, ma ci vuole ancora un po’ di pazienza. In ogni caso posso assicurarvi che viaggiare in Terra Santa insieme a due archeologi ha un certo fascino. Vuoi perché ti senti anche tu un po’ esploratore,…

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    Baronetto a Torino: rinasce il Cambio

    Con l’arrivo della primavera si respira aria nuova in città, senza ombra di dubbio. Mai come in questi ultimi due giorni Torino sta rivelando un dinamismo intellettuale e culturale a detta di molti del tutto europeo. Lo testimoniano la presentazione avvenuta ieri di Camera, il nuovo Centro Italiano per la Fotografia supportato da Magnum Photos e Leica, e quella di oggi dedicata all’apertura del nuovo ristorante Del Cambio. Torino è rock, diciamolo, bisogna solo crederci. Lo ha fatto Matteo Baronetto che, lasciata Milano e la cucina di Carlo Cracco, torna nella sua città su invito di Michele Denegri, imprenditore torinese che accetta la sfida di rilanciare questo storico locale. Un anno di chiusura e il gioco è…