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Carema, dove le vigne diventano architettura
Sulle coste rocciose che orlano il borgo di Carema, nel tratto canavesano della valle della Dora Baltea, si adagiano i vigneti da cui si ricava l’omonimo vino, il Carema DOC. Comprese tra 350 e 700 metri, alle pendici del monte Maletto, le vigne si sviluppano in verticale, sul versante sinistro della valle, grazie alla paziente opera dell’uomo, che ha modellato il paesaggio con terrazzamenti a secco scanditi da muretti di sostegno e schiere di pilastrini in pietra di forma tronco-conica (pilon) su cui poggiano i graticci che sorreggono le viti. La coltivazione, favorita dai terreni morenici trasportati dal fondovalle, ricchi di depositi detritici del ghiacciaio valdostano in ritiro, è a…
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Davide Scabin e il Food Cleanic
Food Cleanic è il nuovo progetto a cui sta lavorando il vulcanico Davide Scabin. Presentato sul palco di Identità Golose 2014 e rilanciato nell’ambito di RistorExpo, Food Cleanic è un nuovo modo di intendere la cucina, utilizzando il cibo per combattere le malattie. Ed ecco spiegato lo slogan che da un paio di mesi accompagna l’attività dello chef stellato torinese (Combal.Zero), volto noto di Rai 1 e della sua Terra dei Cuochi. Le tre F di Food For Fighting stanno dunque a indicare questo progetto a cui Davide Scabin sta lavorando in collaborazione con un team di medici specialisti coordinati dal dott. Matteo Goss dell’Ospedale Molinette di Torino. Partendo dall’evidenza ormai condivisa che le abitudini…
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Marco Stabile, lo chef con il sorriso
Per me Marco Stabile è indiscutibilmente lo chef con il sorriso. Mi accoglie così, nella sua Firenze, in quell’Ora d’Aria elegantemente chic a tal punto da rasentare la perfezione, ma senza ostentarla. Quarantun anni, toscano con babbo siciliano, Marco Stabile apre il suo locale nel 2005 in via Ghibellina, poco lontano dal vecchio carcere fiorentino delle Murate: ecco come nasce l’idea del nome del ristorante. Nel 2010 l’Ora d’Aria si sposta a due passi dal Ponte Vecchio, dagli Uffizi e da piazza della Signoria, nel cuore di Firenze, e un anno dopo la Stella Michelin consacra Stabile nell’olimpo degli chef. La cucina del ristorante è a vista sulla deliziosa sala grigia che…
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Frédéric Lalos: il panettiere a 35 stelle
Un venerdì mattina di marzo, caldo e luminoso. L’inverno parigino è stato particolarmente clemente quest’anno. Imbocco a piedi la rue des Belles Feuilles, una via piccola ed elegante che dal Trocadéro si spinge all’interno del 16° arrondissement, residenziale e rarefatto. Un albergo di lusso cova i clienti all’ombra delle tende semiabbassate color cioccolato, poco avanti i commercianti si agitano con solerzia e precisione. Nessun fragore, nessuna aggressività. Mi sveglio piano. Arrivo in anticipo all’appuntamento con Frédéric Lalos, panettiere rinomatissimo e capirete tra poco perché. Il negozio è piccolo e caldo, ma di un’eleganza semplice, ricercata nei materiali (faggio e marmo di Carrara) e lineare nelle forme: il prodotto è valorizzato…
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Nella Fraschetta, tra birra e storia
I residui di birra rossa rinvenuti su un bicchiere del 560 a.C., ritrovato nella necropoli di Pombia (No), attestano l’antichità in Piemonte della produzione di bevande ottenute con la fermentazione di cereali. La tradizione, risalente al periodo protoceltico, è tuttora vitale, custodita da birrifici artigianali di valore come Civale a Spinetta Marengo (Al) nella Fraschetta. In base alle norme attuali la birra, inventata da Osiride secondo gli Egizi, si produce con quattro ingredienti base: cereali, in prevalenza orzo (da cui il malto d’orzo), ma anche frumento, riso, segale, avena; luppolo, pianta rampicante dai cui fiori femminili si estrae la luppolina, aromatica, amaricante e antisettica, ricca in tannini, olii e resine;…
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Francine Segan e il suo amore per la pasta
Francine Segan è, tra le persone che io conosco, quella in assoluto più appassionata di cibo e cultura italiana. Informatissima, curiosa, dinamica, colta, conosce quasi ogni segreto della nostra tradizione culinaria, viene spesso in Italia ed è tra i migliori testimonial del nostro Bel Paese oltre oceano. Americana con un po’ di Sicilia nel Dna e nel cuore, è una giornalista e scrittrice di New York. Autrice di numerosi libri legati al mondo gastronomico, è una vera e propria storica del cibo, non solo italiano. Lo testimonia anche l’interessantissimo racconto uscito un paio di giorni fa sulle pagine della Cucina del Corriere a firma di Serena Danna dedicato alla cucina ai tempi di…
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A Firenze la pizza è Divina
Borgo Allegri si trova a due passi da piazza dei Ciompi, conosciuta per essere il luogo vocato all’antiquariato e all’artigianato fiorentino. E proprio qui, a metà strada tra il Duomo e Santa Croce, dove tutti i giorni si svolge il Mercato delle Pulci che l’ultima domenica del mese invade di banchetti anche le vie circostanti ha la sua dimora la Divina Pizza. Ha aperto nel cuore di Firenze, insomma, questo piccolo locale che conta sedici posti a sedere e un entusiasmo contagioso. Mente e braccia dell’attività tanto apprezzata da un “vicino di casa” d’eccezione come Fabio Picchi che spesso viene qui per degustare un pezzo di pizza, è la famiglia Monogrammi. Graziano,…
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Il Braisenville: la brace che riconcilia lo chef e il gourmet
Prendete prima Philippe Baranes, appassionato di novità in cucina, e Karim Habibi, un gioioso e competente padrone di casa, poi aggiungete la braise (la brace in francese) e mescolatela con il baisenville (l’equivalente dei nostri ‘’borselli’’ utilizzati negli Anni ’70, ma che in Francia, come dice il nome, si utilizzava per il nécessaire nelle scottanti notti fuori casa) e otterrete il nome di uno degli indirizzi che vivacizzano le papille dei parigini con un occhio al contenuto, uno alla forma e un terzo al portafoglio. Ai piedi della collina di Montmartre e a 2 passi da Pigalle (da qui il gioco di parole), nel cuore del 9° arrondissement, il Braisenville…
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Al Carnevale di Ivrea si lanciano le arance
Ricca di testimonianze medioevali disseminate in città, Ivrea si trova quasi all’imbocco della Valle d’Aosta, sulle rive della Dora Baltea. Il suo nome deriva da due parole, una gallica e l’altra latina: epo, cioè cavallo e reda, in latino carro a quattro ruote. Eporeda significa quindi carro tirato da cavalli e questo nome venne dato alla città dai Romani poiché in quel periodo era utilizzata spesso come stazione di carri e cavalli sulla strada che portava al Passo del Gran San Bernardo. E se con l’uso della parola, nel tempo, Eporeda si trasformò in Ivrea, i suoi abitanti ancora oggi vengono chiamati eporediesi. Ed è proprio qui che ogni anno,…
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Tradizione dolciaria a Biella
Biella, l’antica Bugella, nota per la qualità dei tessuti in lana, primeggia anche nella tradizione dolciaria, di cui è custode. Tra la sua rosa di specialità ci sono quelle della pasticceria Coggiola, fondata nel 1928. Tra queste risaltano i Canestrelli biellesi, composti da due cialde di farina, zucchero, burro, con un cuore di cioccolato, nocciole Piemonte e mandorle. Inventati dai fratelli svizzeri Theodory, attivi in Biella già nel 1842 come produttori di cioccolato, sono una variante dell’omonima tipologia di cialde diffusa in molte aree piemontesi. Prodotti sin dal Medioevo con ferri a ganasce muniti di manici per la cottura sul fuoco, i canestrelli devono il nome al disegno delle piastre…




























