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    Rarità che sorprendono: il Rossese bianco e la Malvasia moscata

    La geografia del vigneto piemontese, accanto ai vitigni più celebrati, comprende sorprendenti rarità: tra queste il Rossese bianco e la Malvasia moscata, tornati in auge grazie alla rinnovata attenzione dei produttori per la ricchezza varietale. Il Rossese bianco è un’uva a bacca bianca attestata da fine Ottocento nelle Langhe, a Monforte d’Alba, Sinio e Roddino, ma è ritenuta originaria delle Cinque Terre in Liguria, dove, tra i terrazzamenti che modellano i pendii strapiombanti verso il mare, sono stati rinvenuti vecchi ceppi con affinità ampelografiche. Gli studi sul Rossese sono complessi per due motivi: da un lato, come in tutti i casi di uve con nomi che alludono al colore dell’acino,…

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    Il 16 dicembre inaugura Gusto Montagna a Frabosa Soprana

    Ci sono luoghi di montagna meno conosciuti di altri e che si trovano in località prive di attrazioni turistiche blasonate.  Ma come sempre nella vita, anche in questo caso, sono le persone a fare la differenza; certo, serve anche la bellezza del paesaggio, ça va sans dire, ma questa non basta. La differenza la fa la lungimiranza di imprenditori attenti a un sistema, a un territorio, all’importanza di fare squadra. È il caso dell’Hotel Miramonti di Frabosa Soprana (Cn) gestito dal 1961 dalla famiglia Defilippi. Un angolo di mondo che guarda alle Langhe ma anche al mare, incastonato vicino al Monte Moro e alla sua incantevole natura. L’hotel è casa, per l’accoglienza,…

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    Il Genepì Occitan, tradizione delle Alpi piemontesi

    Nella tradizione liquoristica piemontese un posto di rilievo è occupato dal Genepy, prodotto che l’immaginario collettivo associa agli scenari alpini. Il liquore deve il nome alla piantina officinale da cui si ricava, nota comunemente come genepì, che cresce su terreni poveri d’alta quota, tra i 2000 e 2500 metri, in luoghi impervi, fenditure tra rocce, pascoli magri, ghiaie e morene glaciali, tanto da renderne difficoltosa la raccolta. Del genepì, appartenente al genere Artemisia, si conoscono cinque specie e, fra queste, le più apprezzate, per il contenuto in oli essenziali, sono tre, usate non solo per la produzione del celebre liquore alpino aromatico e corroborante, il Genepy, ma anche per altri…

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    A Cascina Roseleto il latte si produce come una volta, da erba e fieno

    La cascina Roseleto, nella campagna di Villastellone, produce il latte vaccino come una volta, partendo dall’erba e dal fieno. Non è uno slogan, ma la realtà di un allevamento di vacche da latte che, per volontà della famiglia Masera, è stato riconvertito dal sistema intensivo, introdotto nei decenni passati con l’obiettivo delle alte rese, a quello tradizionale estensivo, che ha comportato la restituzione dei terreni, liberati dalla monocoltura del mais, alla coltivazione di prati dalla crescente biodiversità. Nell’allevamento bovino piemontese, già fiorente nel Seicento come attestato dalle relazioni degli ambasciatori veneti alla corte sabauda, il modo di alimentare gli animali, sino ai cambiamenti del Novecento, variava a seconda delle zone.…

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    In Val Casotto tra latte d’asina, Paste ‘d melia e formaggi Occelli

    HD Honky Donky  è l’allevamento monorazza di asine da latte più grande d’Europa: si trova tra le montagne monregalesi, in Val Casotto, non lontano da Garessio. La sede aziendale è l’antica Correria della Certosa Reale di Casotto, complesso fondato nel XII secolo, ma riplasmato nel Settecento su disegno del Vittone. L’edificio monastico, ormai privato delle proprie funzioni, venne acquisito nel 1837 da re Carlo Alberto per convertirlo in residenza montana e castello di caccia. La Correria, che oggi ospita l’allevamento di asine, era una dipendenza della Certosa, abitata da conversi e laici preposti ai lavori agricoli: qui si ammira la romanica chiesa di Santa Maria e beato Guglielmo e le…

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    Il Baratuciàt, rarità enologica Tra Valsusa e Val Sangone

    In bassa Valsusa, sui pendii soleggiati di Almese e sui rilievi morenici di Rivoli e Avigliana verso la Val Sangone, si pratica una viticoltura di tradizione, che ha riportato in auge vitigni rari come il Baratuciàt. In queste zone, a dispetto dell’opinione comune, che le ritiene marginali rispetto alle aree piemontesi più rinomate, la viticoltura è praticata da secoli: i documenti attestano che nel XIV secolo i vini serviti alla tavola dei Savoia-Acaia provenivano dai vigneti pinerolesi e valsusini, mentre da un documento del 1268, la più antica attestazione del Nebbiolo, risulta che questo nobile vitigno fosse al tempo coltivato sulle colline di Rivoli. Risale poi al 1518 la testimonianza…

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    La Tinca Gobba Dorata del Pianalto di Poirino

    Non solo arrosti, brasati e bolliti, nella variegata cucina del Piemonte c’è spazio anche per i pesci d’acqua dolce, di fiumi, laghi e stagni, e, tra questi, spicca la Tinca Gobba Dorata del Pianalto di Poirino. Seconda specie ittica d’Europa, dopo la Carpa di Pohorelice in Moravia, ad aver ottenuto la Dop (Denominazione d’Origine Protetta), è tutelata da un apposito Consorzio che, attivo dal 2000, raduna oggi 35 produttori. In questo angolo di Piemonte incuneato tra basso Torinese, Astigiano e Cuneese, comprensivo di 24 comuni disseminati tra il Pianalto di Poirino e le prime ondulazioni del Roero, sono numerosi i ristoranti che propongono piatti di pesce come tinca in carpione…

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    Timorasso, il bianco piemontese da invecchiamento

    Ancora poco noto al grande pubblico, il vino bianco da uve Timorasso che nasce sui colli tortonesi è ormai considerato un’eccellenza del Piemonte enologico. Salvato dall’oblio da un manipolo di pionieri, primo fra tutti Walter Massa, il vino ottenuto da uve Timorasso ricade nella Doc Colli Tortonesi, comprendendo quaranta comuni disposti lungo le sei valli (Ossona, Curone, Grue, Spinti, Borbera, Scrivia,) che solcano il Piemonte Obertengo, stretto tra Oltrepò pavese, Appennino Ligure e Scrivia. Quest’area, nota per la frutta (come la ciliegia di Garbagna, la pesca di Volpedo, la mela Carla della val Borbera), per i formaggi di cui è re il Montebore (dall’inusuale forma a piramide tronca a tre o…

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    Rossorubino, l’enoteca di San Salvario

    Nel cuore del quartiere torinese di San Salvario, su via Madama Cristina, è in attività dal 2003 l’Enoteca ed Enotavola Rossorubino. Il locale, gestito dai fratelli Gazzera con il sostegno di un terzo socio, Andrea Coda, che coniuga la professione di guida turistica con la passione per il vino, offre un’ampia rosa di etichette, oltre 1600, con un occhio di riguardo per la produzione piemontese e per gli Champagne, senza trascurare novità e tendenze del mercato internazionale. Dal maggio 2015 il locale ha avuto un’evoluzione, sia per il restyling degli spazi, sia per l’avvio dell’attività di ristorazione che si è affiancata al tradizionale core business della vendita di vino e…

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    Divagazioni gastronomiche in Alta Valsusa

    Nella cucina dell’Alta Valsusa, angolo di Piemonte incuneato tra Delfinato francese e Savoia, s’intrecciano influssi diversi che, grazie all’apporto di ingredienti autoctoni, danno origine ad una rosa sorprendente di specialità. Dal primo Ottocento s’impose nel Piemonte alpino la coltivazione della patata: divenuta protagonista nella dieta valligiana, si sostituì come importanza a ortaggi come rapa e cavolo. La patata, d’origine andina, ben si adatta alle alte quote, crescendo anche in terreni magri, in ombra e a forte pendenza. Il consumo umano del tubero, giunto dalle Americhe per il tramite della Spagna, venne sponsorizzato in Piemonte dal giurista cuneese Giuseppe Virginio (1752-1830) che spese energie e risorse per convincere le massaie ad usare…